CHI SPRECA PAGHI

5 gennaio 2017 Senza categoria Comments (0) 239


Nei giorni in cui il Parlamento italiano avvia la discussione sulla proposta di legge contro gli sprechi alimentari, torna con sempre più impellenza la questione del contrasto di questo fenomeno, soprattutto perché la Francia ha approvato una legge ‘rivoluzionaria’ sul tema. La legge francese deliberata dall’Assemblea Nazionale prevede, infatti, che i supermercati superiori ai 400 mq, a partire dal luglio 2016, debbano attrezzarsi per donare il cibo invenduto e ancora perfettamente edibile. Per chi non rispetterà questo sacrosanto principio del “chi spreca paga” sono previsti fino a due anni di carcere e 75.000 euro di multa. La proposta legislativa francese rappresenta una vera e propria svolta che né il nostro Paese né la Comunità Europea avevano saputo imprimere finora. Anzi, a ben guardare, la proposta di legge che è approdata in Commissione parlamentare (Gadda-Fiorio) nasce datata. Bene le facilitazioni e la semplificazione burocratica, ma serve prevedere una norma che, come è successo per la lotta al fumo, incida radicalmente sulla nostra cultura alimentare.
Sì perché la necessità attuale è di contrastare lo spreco alimentare lungo tutta la filiera. Federdistribuzione conferma che le eccedenze di cibo nel loro settore sono circa il 12% del totale (poco meno di un milione di tonnellate) e noi sappiamo che le donazioni della distribuzione nel 2014 ammontano circa a 60.000 tonnellate di cibo, circa l’8% delle eccedenze complessive in questo pezzo della filiera. Esiste un grande margine di manovra, dunque, ma soprattutto abbiamo la necessità di mandare un segnale forte all’opinione pubblica (il 40% circa degli sprechi alimentari complessivi, nel nostro Paese, avviene ancora tra le nostre mura domestiche) per dire una volta per tutte che il cibo non è una merce bensì un bene collettivo. Una buona legge per combattere lo spreco alimentare è possibile in Italia. Si discuta, ci si confronti, si decida: è una questione di civiltà e di responsabilità verso il pianeta e le generazioni future.</br>
Francesco Mele</br>
f.mele@slowfood.it

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