I libri della Condotta

Recensioni a cura di Giovanni Cavallaro

Libreria il granaio, Via mazzini 17 Dolo

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SCRITTURA CUNEIFORME

RICE…NSIONE

01/03/2020

Scrittura cuneiforme

di Kader Abdolah

Esecuzione: Precisa ed inesorabile come la spoletta del telaio che intrecci trama ed ordito di un tappeto persiano, dibattendosi tra un capo e l’altro, tra la Persia del passato ed i Paesi Bassi del presente.

Tempi: Non lunghi quanto quelli di uno Syrah, ma più lenta è la lettura più aromi rilasciano le pagine.

Dosi per: Chiunque

Costo a porzione: Euro 17,50

‘Kazem Gan sorrise, il suo dente d’oro brillò. Poco dopo la donna più anziana della famiglia prese Ismail tra le braccia e lo portò nella stanza degli ospiti. Tutti tacquero, perché la prima parola, la prima frase a raggiungere il cervello vergine del bambino doveva essere una poesia, un verso antico e melodioso. Non una parola della levatrice, quindi, o il grido di una zia, non una parola banale uscita dalla bocca di una vicina di casa, ma una lirica di Hafez, l’illustre poeta del medioevo persiano. Si alzò, prese la raccolta di Hafez, chiuse gli occhi ed aprì il libro. Sulla pagina, in alto a destra, c’era la lirica giusta che doveva essere intonata nell’orecchio del bambino. Kazem Gan avvicinò la bocca all’orecchio di Ismail e con l’alito che sapeva d’oppio bisbigliò : ” in autunno l’uccello Bolbol teneva un bel petalo nel becco. E tuttavia piangeva. Eppure hai con te qualcosa della tua amata, gli dicevano, perché dunque piangi così? Questo petalo evoca ricordi, rispose Bolbol. Mi sembra di vederla” l’amore, la malinconia e la nostalgia dell’essere amato furono le prime parole che raggiunsero il cervello di Ismail’.

In questo brano, che porto con me come un petalo caduto dalle pagine del libro fin da quando lo lessi la prima volta, c’è tutta la poesia di cui il racconto di Ismail è pervaso. La sua vita da adulto, conquistata in un paese lontano da quella stanza che fu la sua prima casa ai confini tra Iran e URSS, viene destabilizzata quando riceve il taccuino che il padre, tessitore di tappeti sordomuto ed analfabeta, portava sempre con sé annotandovi, nell’unica scrittura che conoscesse, i propri pensieri. Una riconciliazione con il proprio passato che passa attraverso la comprensione di quei segni e della vita che rivelano.

Prosit!

Rice…nsione
“La vita davanti a sé”
di Romain Gary
Esecuzione: molto facile, scende come un buon Lugana, fresco ma corposo…e come questo induce al riso e alla riflessione.
Tempi: si legge molto velocemente, difficile abbandonarlo
Dosi per: chiunque
Costo: € 11,50
Momo è un orfano che viene affidato alle cure di Madame Rosa, un’anziana prostituta ormai in pensione. Le sue giornate trascorrono nelle vie del quartiere con gli altri bambini, tra giochi e nuove scoperte, e involontarie riflessioni sulla vita colorate di spietata ingenuità e profonda saggezza, come solo i bambini riescono a formulare. Non è importante, qui, l’enumerazione delle vicissitudine che vedono Momo protagonista, quanto le emozioni che il testo, il cui narratore è lui in prima persona, riesce a trasmettere attraverso uno stile spiazzante, infantile nella scelta dei vocaboli e della sintassi, ma dal quale accettiamo con facilità, forse proprio per questo, delle feroci verità che altrimenti risulterebbe complicato esprimere e che arrivano dritte allo stomaco, scatenando autentiche risate e sincera commozione.
Non è un libro per bambini, se è questo che state pensando. Parlavo di feroci ferità perché è un libro crudo, che tende a mettere a nudo, un’opera che valse a Gary il Prix Goncourt, il secondo della sua carriera, cosa mai accaduta né prima né dopo di lui. Il valore di un testo non si misura a partire dai riconoscimenti ricevuti, ma in questo caso oso scomodare l’Académie per sostenere le motivazioni del mio affetto per questo libro ed il suo protagonista.
Prosit!