LE MIE BOLLICINE DELL’ANNO

5 gennaio 2017 Degustazione Comments (0) 82

Le mie bollicine dell’anno sono altoatesine

 Ecco, io che sono uno champagnista convinto e che in genere non apprezzo moltissimo i vini fatti con lo chardonnay, stavolta, se devo scegliere la miglior bollicina dell’anno, tradisco lo

hausmannfof_300 Champagne e prendo un blanc del blanc nostrano.
Essì, le mie bollicine dell’anno vengono dall’Alto Adige e son fatte con lo chardonnay, ohibò. Si tratta della Riserva Hausmannhof 2006 di Haderburg. Buonissima.
Tutto e solo chardonnay, dicevo. Otto anni e mezzo sui lieviti. Spettacolare. Teso, caratteriale, grintoso. Eppure sa essere carezzevole nella bolla. Quando si dice la quadratura del cerchio.
Alto Adige Spumante Metodo Classico Riserva Hausmannhof 2006 Haderburg

Tratto da Internet Gourmet

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A TAVOLA CON IL SOMMELIER : I Formaggi

5 gennaio 2017 Degustazione Comments (0) 75

Un altro intrigante appuntamento con la Condotta della Riviera del Brenta, si è tenuto giovedì 19 marzo presso la trattoria Il Sogno di Scaltenigo nei pressi di Mirano.
E’stata una serata degustativa d’eccezione, gli ospiti sono stati guidati sapientemente dall’esperto sommelier e wine & food educatioonal Mauro Di Barbora, da Silvano magnifico oste e da Marco abile chef, non dimentichiamo la preziosa collaborazione di Salima e Carlo in cucina, Tidia ed Eva in sala; non solo ad assaporare ma anche comprendere gli abbinamenti fra quattro eccellenze casearie e validi vini che ne hanno esaltato i sapori.
Il menu consisteva:
• Risotto alle erbe primaverili in abbinamento a Franciacorta Docg Brut Az. Agr. Franca Contea;
• Burrata in erba di Corato in accostamento a Franciacorta Docg Brut Millesimato 2009 Az. Agr. Franca Contea, acompagnato da una stuzzichevole frittatina di erbette;
• Grotte di Montegalda (3 latti bio: pecora, capra, mucca) della Capreria di Montegalda con Kados (Grillo 100%) Igt Terre Siciliane Duca di Salaparuta, associato a spuma di miele;
• Verde di Montegalda (latte capra bio) della Capreria in abbinamento a S.T. Doc Gewurztraminer Justina Kellerei St. Pauls, con un piccolo ma delizioso assaggio confettura di cipolla di Tropea;
• Castelmagno d’Alpeggio Dop (mucca, capra, pecora) Presidio Slow Food in abbinamento a Maez Igt Moscato di Alessandria (Zibibbo) passito, accostato ad una marmellatina di kumquat (mandarini cinesi).
Tutto l’evento è stato condotto all’insegna del Gusto, Convivialità e Conoscenza.

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Visita Torrefazione Gambato 2015

5 gennaio 2017 Degustazione Comments (0) 86

La visita all’azienda Gambato (marchio internazionale registrato) in un ambiente ampio, pulito e inondato da un buon aroma di caffè è durata un po’ più di due ore, eravamo circa in 18 persone, la squisita accoglienza, del personale Alessandro, Edoardo e il responsabile Claudio Trevisan ci ha messo subito a nostro agio.
Il signor Claudio, ci ha narrato, con abbondanza di particolari, le origini del caffè, i miti e la storia di questa straordinaria bevanda, attualmente il prodotto agricolo più ampiamente commercializzato, secondo, per movimentazione di denaro, solo al petrolio. Ci sono state illustrate e fatte vedere non solo con la vista ma anche con tutti gli altri sensi, le varietà più diffuse la coffea Arabica e la coffea Robusta, le loro regioni di provenienza, i più importanti metodi di lavorazione e la miscelazione-tostatura. Siamo stati anche coinvolti nella preparazione di una miscela servendoci di diversi tipi di caffè provenienti dal Brasile, Guatemala, Colombia, Kenya, India, tutto molto appassionante. Ci siamo resi conto che in effetti, un buon caffé si contraddistingue proprio per la miscela da cui è composto. Più elevata è la percentuale di arabica, migliore è la sua qualità. Un buon caffè si riconosce subito perché non lega in bocca, ha un aroma delicato, gradevole, quasi dolce.
Allego alcune foto e mi auguro di poter ripetere ancora incontri così interessanti.

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CAFFE’ JAMAICA BLUE MOUNTAIN

5 gennaio 2017 Degustazione Comments (0) 45

Il fantastico gusto del Jamaica Blue Mountain sembra essere dato dalla combinazione di tre diversi fattori: attitudine, un particolare terreno lavico carico di nutrienti, ricco di azoto, potassio, fosforo, costantemente irrigato da torrenti ed iltipo di trattamento cui è sottoposto dopo la raccolta.
La zona di produzione del Jamalca Blue Mountain sono naturalmente le montagne Blu della Jamaica,
una magnifica catena che si erge per più di 2500 mt. sul livello del mare.
Le pendici di queste montagne sono dawero ripide, si arriva addirittura al 70%, il che fa intuire quanto difficoltoso sia coltivare in queste zone.
L’altitudine, la densa copertura di nuvole, ma per contro il basso livello di precipitanoni annuali,
portano a rallentare la maturazione del caffè che in questa regione richiede più di 10 mesi, processo che in altre aree non richiede più di 5/6 mesi.
Il processo di maturazione più lungo produce chicchi più grandi, ma soprattutto una maggiore complessità e concentrazione di sapori.
La natura non è la sola protagonista di questa storia. Un altro fattore importante, senza il quale
questo caffè non sarebbe cosi famoso, è il ruolo del governo gìamaicano mediante il Coffee lndustry Board.
La produzione e la distribuzione del caffè sono protette e regolare dal governo che garantisce la qualità attraverso degli standard specifici.
La selezione operata dal Coffee lndustry Board avviene attraverso lo scarto dei chicchi non idonei che vengono consumati a livello locale o usati per il caffè solubile e la cernita di quelli idonei che vengono esportati in Giappone (più del 1’80%), poi negli USA ed una piccola parte in Europa.
Vista anche la conformazione geologica, tutto il raccolto avviene a mano attraverso il “picking” cioè
selezionando solo le bacche mature.
Inoltre solo il caffè coltivato fra una altitudine di 1000 e 2000 metri può possedere la denominazione Jamaica Blue Mountain. Se le piante crescono fra i .500 e i 1000 mt. invece sarà commercializzato come Jamaica High Mountain ed il caffè raccolto sotto i 500 mt. riceverà il nome di Jamaica Low Mountain o Jamaica Supreme Coffee.
Oltre a queste regole sull’altitudine anche parametri topografici assicurano la qualità del caffè.
Infatti soltanto terreni con la giusta esposizione e con una giusta composizione del terreno potranno fregiare il caffè da loro prodotto con il titolo di Jamaica Blue Mountain, un po’ come le nostre DOC per il vino.
Un altro aspetto unico dei Jamaica Blue Mountain è che, dopo la spolpatura e lavatura, al caffè viene permesso di riposare per 6 settimane. Elemento assai inusuale nel processo dl preparazione. Finalmente. prima che sia acconsentita resportazione del Jamalca Blue Mountain, viene verificato sia l’aspetto che il “taste” di ogni singola partita per assicurarsi della sua massima qualità.
Altra sua caratteristica pecullare è che il Jamaica Blue Mountain viene trasportato nelle botti di
quercia, quelle che una volta venivano usate per il rhum.

Un caffè sicuramente riservato aglì intenditori e a chi vuole regalare o regalarsi la grande qualità di questa bevanda dal delicato grado di acidità.
Ampiamente considerato uno del migliori caffè al mondo, se non il migliore, il Jamaica BJue
Mountain è un caffè ricco, aromatico, insuperabile per completezza ed equilibrio degli aromi.
Nella degustazione di questo eccezionale caffè troviamo tracce che ricordano proprio il rhum con note di vaniglia, mandorle, pistacchi e sentori di tabacco e cioccolato.
Assaggiarlo diviene un’esperienza che ogni appassionato di caffè dovrebbe fare.

Ringraziamo il signor Trevisan Claudio della Torrefazione Gambato per la gentile concessione del testo e delle foto.

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AMARONE CHE GIOIA

5 gennaio 2017 Degustazione Comments (0) 37

AMARONE CHE GIOIA!!!
Giovedì 5 Novembre, alla Trattoria da Paeto, con il contributo della nostra Condotta, si è tenuta una straordinaria degustazione verticale di Amarone dell’azienda Viviani, una delle migliori della Valpolicella. Un percorso, lungo vent’anni, alla ricerca dell’anima più profonda di un vino divenuto ormai una delle stelle dell’enologia veneta, in particolare, ed italiana. Dal finissimo 1995 al sontuoso 1997, passando per l’avvolgente 1998, fino a concludere con i “giovani” e scalpitanti 2009 e 2010. Un susseguirsi di emozioni che hanno coinvolto con passione tutti i partecipanti. Perla conclusiva, Claudio Viviani ha voluto deliziarci con due incredibili annate di Recioto 1997 e 1998. Un insieme di altissimo livello degnamente esaltato dalla cucina dello chef Eddy Biasiolo. Alla prossima!

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