Avremmo dovuto visitare San Marco

19 marzo 2020 Senza categoria Comments (0) 19

Buon giorno vi allego quanto inviatomi da chi ci avrebbe dovuto accompagnare a Visitare la Basilica di San Marco a Venezia in notturna.

“le Acli di Venezia avrebbero voluto accompagnarvi ad ammirare la bellezza dei mosaici della Basilica di San Marco. Un’esperienza unica che fornisce ai veneziani, come noi, il privilegio di vivere e di godere della storia e della cultura secolare della nostra città.

Purtroppo domani non possiamo stare insieme, ma siamo sicuri che potremo condividere queste emozioni non appena ci sarà concesso di farlo. Con queste poche righe vogliamo intanto farvi volare con la fantasia!

Immaginate di essere seduti in chiesa, al buio, avvolti da un silenzio surreale. E piano piano iniziano ad accendersi le luci: prima dell’abside, poi della cupola centrale, dell’altare, dei matronei laterali, del transetto, sopra le vostre teste e poi indietro fino a raggiungere la porta d’ingresso. A mano a mano che passano i secondi il buio lascia spazio all’oro. Centinaia di migliaia di tasselli di vetro dorati riflettono la luce illuminando l’intera Basilica.

E dappertutto mosaici che raccontano la Bibbia, dall’Antico Testamento al Nuovo. Di fronte a noi sull’abside c’è Gesù Pantocratore, con la sua veste azzurro brillante e il suo sguardo rassicurante di Padre buono. E sulla cupola figure degli Apostoli e degli Evangelisti. Poi sul transetto le stupende rappresentazioni musive di Cristo: dalle tentazioni nel deserto alla lavanda dei piedi, dall’ultima cena alla crocifissione. E poi alzando lo sguardo sopra di noi la cupola dell’Ascensione, poi quella della Pentecoste. Leggendo queste storie si entra nel vivo del Vangelo, percependo la potenza della Parola di Dio.

E poi i pavimenti anch’essi mosaicati da forme geometriche ancora intatte nei secoli. E le Nartecee dorate, la Cripta, vero gioiello di una Venezia sotterranea, la Pala d’Oro con le sue pietre preziose magicamente incastonate dagli artigiani dell’isola.

E pensare che la Chiesa era inizialmente la cappella privata del Doge e che venne aperto solo in alla cittadinanza per adorare San Marco. Le sue spoglie (o almeno così si narra) sono infatti conservate sotto all’altare maggiore facendo fede alla famosa frase «Pax tibi Marce Evangelista meus, hic requiescet corpus tuum».

Ci vediamo al prossimo appuntamento non appena ci verrà data la possibilità di poter nuovamente accedere alla Chiesa insieme, con spirito di condivisione e di partecipazione che caratterizza la nostra visita ai Mosaici di San Marco. #iorestoacasa.”

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