Lo sfruttamento e noi complici

21 agosto 2018 Senza categoria Comments (0) 76

Lo sfruttamento e noi, complici inconsapevoli

Sedici braccianti morti nel Foggiano in due giorni in altrettanti incidenti stradali. C’è voluta questa vergognosa doppia tragedia per riportare l’attenzione su quello che è un fenomeno ancora estremamente radicato nelle nostre campagne: lo sfruttamento della manodopera bracciantile. Una ferita figlia di un sistema distorto di cui, purtroppo, anche noi cittadini siamo complici, spesso inconsapevolmente.

Immagino infatti sia capitato a tutti di trovare, nella propria cassetta postale, “volantini” di ipermercati, supermercati e discount che pubblicizzano prodotti sottocosto, sconti imperdibili e altre meraviglie. A leggere determinati prezzi si rimane a bocca aperta, ma cosa c’è dietro tutto questo?

Complice un articolo di Stefano Liberti e Fabio Ciconte uscito su Internazionale, nei giorni scorsi si sono accesi i riflettori sul meccanismo delle aste a doppio ribasso, una pratica di acquisto ampiamente diffusa tra gli operatori della grande distribuzione organizzata (GDO) che mette in difficoltà, con un effetto domino che coinvolge tutti gli attori, l’intera filiera agroalimentare.

Il pomodoro e i suoi derivati sono un caso emblematico di questo sistema: in sostanza, attraverso due aste consecutive, i fornitori sono forzati a fissare prezzi sottocosto per i loro prodotti al solo scopo di “restare nel giro” e di non perdere il posizionamento in scaffale.

Un meccanismo che ovviamente poi obbliga questi stessi fornitori a rifarsi sui produttori, e quest’ultimi sui lavoratori salariati, in un circolo vizioso che puzza dalla testa e che spesso si traduce proprio in fenomeni come quello del caporalato e dello sfruttamento nei campi che oggi, dopo le tragedie di Foggia, piangiamo.

In un pallido tentativo di giustificazione, dai rappresentanti della GDO è emerso il solito mantra dell’impotenza di fronte alla “cattiveria del mercato a cui purtroppo bisogna adeguarsi”, come in sostanza recita il comunicato rilasciato da Eurospin (nota catena italiana di discount) in risposta alle polemiche.

In sintesi il mercato, che non si capisce da chi dovrebbe essere guidato e che ci viene narrato come disinteressato e imparziale, è il sovrano che detta un’unica legge: essere debole coi forti e forte coi deboli per scaricare sempre più in basso le esternalità negative di un sistema che non funziona e che fa gli interessi di pochi a svantaggio di molti.

La ragione profonda alla base di tutto questo è chiara: il cibo è diventato pura commoditysoggetta a una spregiudicata economia di scala che ha come fine ultimo solo ed unicamente l’abbattimento dei prezzi. “Lo vuole il consumatore!”, si dice. E allora la filiera del pomodoronon è l’unica a essere interessata dal fenomeno, ma si potrebbe parlare di quella del latte, dell’olio e persino del vino da tavola o di alcuni formaggi, inclusi eccellenze come il Parmigiano Reggiano.

Il problema è che dietro a un barattolo di passata o di pelati a 0,80€ al litro c’è un sistema produttivo che non può stare in piedi e che soprattutto non può dare qualità, né alimentare né sociale.

Chi ci perde, oggi, sono infatti sia i consumatori che i produttori. I primi perché, dietro l’illusione della convenienza, si vedono propinati prodotti che per forza di cose non possono avere standard qualitativi alti o nascondono situazioni umane non tollerabili per uno stato che si dice civile. I secondi perché sono schiacciati da un meccanismo perverso che li impoverisce e li pone in costante competizione al ribasso alimentando una sanguinosa guerra tra poveri.

Senza dimenticare poi, oltre al già citato altissimo rischio di sfruttamento dei lavoratori, anche i danni agli ecosistemi che un’agricoltura totalmente improntata alla quantità e all’abbattimento dei costi provoca.

Per questo serve una nuova visione da parte dei cittadini, non possiamo più accettare di essere abbindolati da prezzi che sono bassi solo nominalmente perché generano danno (e costi nascosti) a tutto il sistema economico e agricolo. Dobbiamo richiedere prezzi giusti a fronte di una buona qualità, dobbiamo provare radicalmente a incidere su filiere che penalizzano gli ultimi e l’ambiente.

Il consumatore deve essere in grado di scegliere e tale libertà implica conoscenza e informazione. Tenendo ben presente, poi, che anche le politiche agricole sono decisive per delineare il sistema che vogliamo. A questo proposito in Commissione Europea è stata da poco presentata una proposta di direttiva sulle pratiche commerciali sleali che mira a proteggere proprio quei piccoli che ad oggi rischiano più spesso di venire schiacciati.

Se approvata, verrebbero finalmente introdotte regole più chiare per contrastare i metodi sleali come le aste al doppio ribasso e meccanismi di tutela per tutti gli stadi della filiera, riducendo lo strapotere dei colossi della distribuzione. L’augurio è che i governi si facciano rapidamente carico di trasformare in realtà questa proposta.

La strada da percorrere è lunga e complessa, ma dobbiamo avere chiaro dove vogliamo arrivare: salvaguardia della salute del consumatore e dei lavoratori della filiera, remunerazione giusta del produttore, tutela dell’ambiente e cibo di qualità per tutti sono il nostro faro.

 

Carlo Petrini

da La Repubblica dell’8 agosto 2018

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Senza pesticidi si può

14 agosto 2018 Senza categoria Comments (0) 69

Da ARPAT new

Agenzia Regionale Protezione Ambientale della Toscana

Senza pesticidi si può, la strategia di Occhiobello (Rovigo) alla tavola rotonda di Bruxelles

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13/08/2018 07:30

A settembre il Comune veneto sarà al Parlamento Europeo a parlare di pratiche sostenibili

Senza pesticidi si può, la strategia di Occhiobello (Rovigo) alla tavola rotonda di Bruxelles

Primo Comune in Italia ad aderire alla rete di Città libere da pesticidi, Occhiobello siederà al Parlamento europeo il 27 settembre 2018.

L’occasione sarà una tavola rotonda organizzata da PAN Europe* in collaborazione con gli eurodeputati Nicola Caputo (commissione Ambiente), Eric Andrieu e Pavel Poc (commissione Pesticidi) per discutere di politiche europee, strategie locali e prospettive future.

Il Comune di Occhiobello, unica municipalità italiana invitata a parlare, aprirà la sessione sulle strategie locali e le buone pratiche dai Comuni europei.

La sostenibilità ambientale è un concetto ampio che Occhiobello ha cercato di rendere pratica quotidiana da diverso tempo. Il Comune, infatti, da tre anni ha concretizzato una progressiva riduzione nell’uso dei pesticidi nelle aree pubbliche introducendo anche un regolamento che disciplina l’uso di fitosanitari nelle aree private ed extra agricole.

pirodiserboIl diserbo del verde pubblico è oggi del tutto ecologico: diserbo a vapore, pirodiserbo e diserbo meccanico sono le tecniche che hanno sostituito l’utilizzo della chimica consentendo di eliminare completamente prodotti diserbanti e fitosanitari. Non solo, ispirandosi ai principi di Agenda Onu 2030 sullo sviluppo sostenibile, Occhiobello guarda all’ambiente ma anche all’inclusione sociale e alla crescita economica inserendo persone disoccupate e disagiate nelle attività di diserbo meccanico.

diserbo a vapore

Sempre in sintonia con gli obiettivi della sostenibilità, gli atti e le scelte amministrative sono andati di pari passo con l’impegno nel diffondere una coscienza ambientale fra i cittadini, coinvolti direttamente nella prevenzione domestica contro le zanzare. Una ‘lotta biologica’ ex ante in linea con la pluridecennale lotta integrata già avviata a cui si accompagna una pratica affidata al cittadino: a ciascun nucleo familiare è stato consegnato un prodotto polidimetilsiloxano, che consiste in un preparato liquido a base di silicone ecocompatibile da inserire nei tombini e nei sottovasi per impedire la proliferazione delle zanzare.

Una rivoluzione verde che ha dato i suoi frutti soprattutto in termini di partecipazione della cittadinanza, resa maggiormente responsabile e cosciente che la sostenibilità è un valore che si sviluppa a qualsiasi livello. I cittadini si sono fatti attenti osservatori dell’ambiente circostante contribuendo a segnalare focolai di infestazione su cui i tecnici comunali hanno potuto agire tempestivamente.

diserbo manualeLa strategia preventiva contro la proliferazione delle zanzare, ha compreso una mappatura e una classificazione del territorio per considerare il reale rischio di proliferazione (presenza di orti, vegetazione, tombini, ecc). Da maggio a settembre, inoltre, viene effettuato un monitoraggio sulla presenza della zanzare tramite 23 ovitrappole e tre trappole per la cattura tramite CO2 che hanno un valore predittivo sullo sviluppo di possibili infestazioni.

Il 27 settembre a Bruxelles, dunque, per voce del vicesindaco Davide Diegoli, Occhiobello presenterà un ampio percorso di politiche ambientali che stanno contribuendo a modificare l’approccio e le abitudini degli abitanti verso una pratica quotidiana di rispetto per un bene comune come l’ambiente.


Pan Europe è una Ong con sede a Bruxelles, nata nel 1987 con l’obiettivo di limitare l’uso di pesticidi chimici rimpiazzandoli con alternative sostenibili, così da ridurre i danni alla salute pubblica e all’ambiente

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