VINO CHE FARE?

5 gennaio 2017 Senza categoria Comments (0) 112

Il vino, oggi, non può sfuggire al quesito fondamentale che si pone a tutto il pianeta: che fare? L’uso indiscriminato delle risorse, il loro esaurimento sottotraccia e neanche tanto, tenuto nascosto dai governi e dalle istituzioni internazionali, salvo enunciazioni di circostanza, non può non preoccupare in maniera sensibile i cuori che non si piegano al cinismo. La battaglia, da molti anni, che vede associazioni provenienti da ogni angolo del vivibile, fra le quali Slow Food, la conosciamo ed è decisivo sostenerla con grande energia. Riguardo alla nostra piccola lezione, dobbiamo dire che intensa e costruttiva è la confusione sotto il cielo. Si tratta, naturalmente, di una piacevole contraddizione che cercheremo di spiegare. Dagli anni ottanta in poi del secolo breve di hobsbawniana memoria, il nettare bacchico ne ha fatta di strada. Messa a riposo, senza tanti rimpianti, la “vecchia” tradizione, contadina o nobile che fosse, fra i cinquanta e i settanta, attrezzati della miglior e stupefacente tecnologia, fino agli incredibili effetti speciali, abbiamo riprogettato il vino. Acciaio in primis, mirabili armature per lanciarsi alle crociate. Finalmente vini non più spuri, ovvero perfetti, inappuntabili; ma, ahinoi, per dirla con Cocciante, “belli senz’anima”. Fortunatamente, lungo il viaggio per la terrasanta, ecco la fologorazione sulla via…: la barrique! Onnipresente totem imprescindibile, da cui l’orripilante aggettivo barricato. A seguire vini cioccolatosi, potenti, superconcentrati, “monstre”. Terribilmente uguali: dalle Alpi alle Piramidi, dal Manzanarre al Reno. Da qui, qualcuno, invece di certezze, ha cominciato a “coltivare” dubbi. Il vino nasce dalla terra, da un’agricoltura sana, rispettosa, volta alla qualità. L’acciaio e la barrique sono solo strumenti, che servono, in realtà, a produrre vini in molti casi assai buoni. E’ l’uomo che deve decidere, seguire il proprio cammino ed esprimere le straordinarie diversità dell’essere. In questi anni, diciamo dal duemila in poi, si sono sviluppati con slancio i concetti di biologico, biodinamico e naturale. La natura difesa con la natura e la scienza al suo servizio. La grande sfida è sempre quella di vivere il proprio tempo consapevoli delle origini e determinati nel futuro. CHECCHETTO Roberto

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