A PROPOSITO DI EXPO

5 gennaio 2017 Senza categoria Comments (0) 111

Siamo prossimi: il 1° maggio parte l’Expo che ha per tema il Cibo, “come nutrire il pianeta energia per la vita”. Una grande kermesse internazionale dove dovrebbero essere trattate tutte le tematiche inerenti al cibo, ma soprattutto dare risposte a chi il cibo non ce l’ha. La decisione che assegnò l’Expo a Milano è del 31 marzo 2008, l’assegnatario il Bie Comitato internazionale per le esposizioni. Da questa data cominciano subito i litigi tutti interni alla politica (destra), spartizione delle poltrone, incarichi per gli appalti da cui sono derivate abbondanti corruzioni, consulenze a peso d’oro. Soldi dei contribuenti buttati e lavori rallentati. Nel 2009Carlo Petrini, presidente internazione di Slow Food, si fece ispiratore del progettoOrto Botanico Planetario; l’idea era quella di un Expo verde e sostenibile e non di mega strutture d’acciaio e cemento. Il progetto, ideato da cinque famosi architetti tra cui l’ex-assessore Stefano Boeri, doveva essere un viale trasformato in una “tavola planetaria” che i Paesi del mondo avrebbero imbandito con i prodotti e le colture del pianeta. Un parco agroalimentare, un grande orto che doveva restare a disposizione dei milanesi anche dopo la chiusura dell’esposizione. Il progetto venne definitivamente abbandonato nel 2011, a tale proposito il segretario del BieVicente Loscertales disse “non possiamo pensare che 150 mila visitatori vengano ogni giorno a Milano per vedere come si coltivano le melanzane del Togo” e aggiunse “per vivere serve più di un orto, non vuol dire che dobbiamo essere tutti vegetariani”: grand’uomo questo Loscertales. Chi avrebbe pagato il biglietto? Come si poteva non cementificare, visto che è l’esercizio più in voga in questo Paese, e la corruzione? Nel novembre 2013 si comincia a discutere del Protocollo di Milano nel 5° forum internazionale promosso dalla Fondazione Barilla Center for Food and Nutrition (il 6° forum si è tenuto nel dicembre 2014) con l’obiettivo di sensibilizzare il Governo e le istituzioni sull’urgenza di agire nei confronti delle sfide per rendere il sistema agroalimentare globale realmente sostenibile: abbattimento del 50% entro il 2020 dell’impressionante cifra di 1,3 miliardi di tonnellate di cibo sprecato nel mondo, attuazione di riforme agrarie e lotta alla speculazione finanziaria, lotta alla fame e all’obesità attraverso la promozione di stili di vita sani. A tale proposito nell’ottobre 2014 al Salone del Gusto e Terra Madre di Torino Jamie Oliver, lo chef e attivista alimentare è intervenuto con Carlo Petrini a sostegno del protocollo. “Il protocollo di Milano unisce le persone, le imprese e i governi in un fronte unico, cosicché insieme possiamo sfidare lo status quo, richiedere pratiche più etiche e sostenibili nell’industria alimentare e assicurare un futuro migliore per i nostri bambini. Unendoci in una voce globale con un obiettivo comune, possiamo garantire un cambiamento positivo e duraturo”. Altresì Petrini afferma “il Protocollo di Milano è una straordinaria opportunità di sintonizzare su un sentire comune tante attenzioni, tante opportunità di cambiamento e soprattutto accompagnare fin dall’inizio il processo di costruzione del Protocollo: chi lo firma e lo sostiene si impegna formalmente; elementi chiari che consentano politiche produttive e di governo altrettanto chiare, traducibili in azioni e che siano, a distanza di tempo, verificabili” Il 7 febbraio 2015 a Milano Expo delle Idee, una giornata di confronto per riempire di contenuti la “Carta di Milano” un documento programmatico e impegno collettivo a favore di un’alimentazione equa e sostenibile. Esperti divisi in 42 tavoli tematici con l’obiettivo di dare un’anima all’Esposizione Internazionale. Ad oggi i lavori proseguono con la supervisione del presidente dell’Autorità Nazionale Anticorruzione Raffaele Cantone, sono stati venduti 8 milioni di biglietti, si avvicina il giorno dell’apertura. Rimangono alcune perplessità: esiste il pericolo che Expo sia solamente un’occasione per promuovere il cibo come merce, la sensazione che a Milano ci saranno tanti visitatori dove metteremo in mostra il nostro made in Italy, ma ci sarà anche tanto cemento messo in bellavista dalle grandi multinazionali del cibo e tante, tante abbuffate (sono previsti 120 punti di ristorazione) insomma un grande luna park con un evanescente futuro dopo la chiusura della Kermesse. Ma sono soprattutto le tematiche da affrontare e condividere quelle che destano preoccupazione. Ai governi presenti all’Expo bisognerà chiedere di rendere conto dello stato dei terreni agricoli del Mondo, bisognerà chiedere come in presenza di una sovrabbondanza di produzione di cibo ci siano ancora 868 milioni di persone che soffrono la fame. Bisognerà dare risposte economiche e finanziarie a quei Paesi che in molte situazioni sono già stati derubati delle loro materie prime e oggi non hanno i mezzi per comprare sementi e cibo. Bisognerà chiedere conto ai governanti del Mondo sull’escalation continua della produzione e vendita di armi in un mondo sempre più in guerra e nello stesso tempo non trovare i soldi per mettere fine alla fame. Agli organizzatori di Expo chiedere perché non ci sono a Milano i pescatori, i contadini, i formaggiari e trasformatori, perché non è rappresentata l’agricoltura famigliare che rimane la più grande economia di soddisfacimento dei bisogni primari degli esseri viventi. Comunque a Milano ci andremo, ci dobbiamo andare, sarà un’occasione unica per il nostro Paese attorno ad una tematica che ci coinvolge quotidianamente. Sarà sicuramente un’esperienza straordinaria, un luna park dove ognuno di noi troverà la sua o le sue giostre: potrete scegliere di visitare il padiglione della Monsanto per capire come e a quali condizioni intende sfamare il pianeta, oppure il padiglione di Slow Food con il tema della biodiversità nell’ambito della filiera lattiero-casearia nella logica del buono, pulito e giusto. Presenza, partecipazione e soprattutto coerenza con uno scenario del mondo dove si inseriscono nuove regole nella suddivisione della torta: che ognuno abbia la sua fetta e sia in grado di poterla comperare.Arrivederci a Milano!
<a href=”https://ilcoquinario.wordpress.com/category/galdino-dice/” title=”a proposito di expo” target=”_blank”>Articolo tratto dal Blog IL COQUINARIO</a>

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